SCHEDA

armaturaMilano

Mastro corazzaio lombardo

Milano XVII secolo

 

ARMATURA DA FANTE

Ferro forgiato

Misure: altezza cm 180

 

SCHEDA CRITICA A CURA DI GHERARDO TURCHI

 

Antica armatura da fante in ferro forgiato composta da elmo chiuso, scarselloni a piastre, pettorale, schiena braccia cubitiere e guanti. L’elmo reca una ventaglia a griglia aperta sul piano longitudinale nei cui segmenti il ferro è lavorato a scanalature ed angoli. L’attenta analisi della foggia del completo difensivo, unita allo studio della lavorazione del metallo, colloca la realizzazione dello stesso all’interno di quelle fiorenti botteghe di forgia attive a Milano nel corso del XVII secolo.

Nel corso del ‘600 si ha una vera e propria trasformazione per quello che riguarda i dettami costitutivi delle armature; con l’avvento nei campi di battaglia delle armi da fuoco l’armatura necessita di radicali mutamenti strutturali tra cui, primo tra tutti, il cambio dello spessore dovuto alla necessità di assorbire colpi sino ad ora sconosciuti, quelli delle palle di piombo provenienti da archibugi e pistole. Spesso la resistenza di tali completi difensivi veniva preventivamente provata all’interno della fucina prima di essere venduta, così da trovare ancora oggi alcuni esempi di armature con la presenza del cosiddetto colpo di prova. Appaiono per la prima volta in maniera sistematica sui campi di battaglia i fanti protetti da armatura, idea questa impensabile sino ad un secolo prima.

In quest’epoca le botteghe Milanesi sono tra le più conosciute ed apprezzate per la realizzazione di armature e completi difensivi, in quanto già ampiamente padrone della tecnica della forgia acquisita in quasi duecento anni di esperienza. L’uso sistematico dei mantici e delle forge permettono a questi mastri corazzai di ricevere ordini da grandi casate anche d’oltralpe, essendo la loro fama riconosciuta tra la nobiltà, per la quale avevano da sempre lavorato, ed anche da grandi generali di eserciti stranieri.

Analizzando l’armatura in questione viene facile paragonarla ad esempi presenti nella collezione dell’Armeria Reale di Torino, come pure quelli presenti all’interno del

Metropolitan Museum di New York, attribuiti dalla critica mondiale alle fucine Milanesi appunto.

L’opera è pubblicata sul libro “Regina Belli” di Gherardo Turchi, ed. Tipografia Etrusca, 2017, pag. 55.

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