SCHEDA

LE VERRE FRANCAIS 1
LE VERRE FRANCAIS
LE VERRE FRANCAIS 2

Charles Schneider

Parigi  realizzata nel periodo 1921 – 1939

 

Lampada

Vetro acidato

Misure: Altezza cm 55

 

Lampada da tavolo in vetro acidato realizzata dal mastro vetraio Charles Schneider nel corso del secondo quarto del XX secolo, recante la firma sulla base e sul cappello “Le Verre Francais”.

Charles Schneider nacque a Chateau-Thierry, vicino a Parigi, il 23 febbraio 1881. In giovane età si trasferì con la sua famiglia a Nancy, centro artistico per antonomasia della Francia dell’epoca. 
Suo fratello, Ernest Schneider, iniziò a lavorare per Daum nel 1903 come impiegato. Charles aveva iniziato una carriera artistica ed era già attivo a Daum dal 1898. Svolse la sua formazione pratica nel laboratorio di incisione e decorazione, seguendo lezioni di disegno e modellazione con Henri Berge e studiando all’Ecole des Beaux-Arts di Nancy.

Nel 1904, andò all’Ecole Nationale des Beaux-Arts di Parigi e studiò la tecnica di pittura ed incisione su medaglie. Durante questo periodo, realizzò oggetti d’arte in bronzo in puro stile Art Nouveau, tutti firmati “CH. SCHNEIDER Nancy”. Dal 1906 espose regolarmente nella sezione Incisione del Salon de la Société des Artistes Francais dove venne premiato due volte.

Nel 1913, i fratelli Schneider decisero di avviare un’attività in proprio acquistando una piccola fabbrica di vetro, specializzata in lampadine elettriche, in collaborazione con l’amico Henri Wolf, a Epinay-sur-Seine. Allo scoppio della prima guerra mondiale, l’attività dell’azienda dovette essere fermata e le vetrerie chiuse.

Ernest e Charles furono smobilitati nel 1917 e la fabbrica riaprì sotto il nome di “Societe Anonyme des Verreries Schneider”. A quel tempo il gusto del pubblico favoriva ancora lo stile Art Nouveau e la fabbrica produceva principalmente vetro “cammeo” con motivi floreali e animali e vasi con maniglie e bolle applicate. Oltre all’introduzione del vetro artistico, metà della produzione era costituita da bicchieri commerciali. Nel 1918, un incendio distrusse gli studi di Galle e un gruppo di artisti andò da Schneider per continuare la produzione precedentemente iniziata. Questo periodo fu di grande importanza per Charles Schneider in quanto ebbe la possibilità di acquisire la tecnica di “marqueterie de verre” dagli artisti di Galle.

Nel 1920, la fabbrica stava lavorando a pieno ritmo producendo principalmente vetro artistico. Nel 1921, Schneider iniziò ad utilizzare nuovi marchi per la sua produzione personale, firmando le opere “Le Verre Français” o “Charder”. A volte un vaso o una lampada portavano entrambe le firme. L’idea, diversa da quella di suo fratello Ernest, era di diffondere il vetro artistico e renderlo più accessibile al pubblico. Le opere firmate Le Verre Français vennero realizzate utilizzando esclusivamente la tecnica dell’incisione ad acido.

Con il crollo di Wall Street nel 1929 iniziò la lenta decadenza della fabbrica di Schneider, arrivando a chiudere definitivamente con lo scoppio della seconda guerra mondiale, periodo in cui la fabbrica venne requisita dalle forze tedesche per realizzarvi un ristorante. Nel 1950 Charles riaprì una piccola fabbrica con il figlio firmando le sue opere “Schneider France” ma la morte sopraggiunse per il mastro vetraio due anni più tardi, nel 1952, evento che condusse la produzione a spegnersi lentamente, fino alla chiusura definitiva nel 1881.

Alla produzione di Schneider compresa tra il 1921 ed il 1940 appartiene la lampada qui in studio. Realizzata in vetro acidato con la prevalenza del tono arancio, l’opera rientra in quel catalogo di opere dette “a fungo”, ricordando la forma della pianta da cui derivano. Il colore arancio parte dalla sommità del cappello e della base per giungere poi, attraverso varie screziature, alle estremità inferiori con un forte colore verde. La base presenta tre lobi leggermente rialzati, solitamente utilizzati per far passare il cavo elettrico senza togliere stabilità all’opera, mentre il cappello è sorretto da una struttura in ferro culminante su tre sostegni raffiguranti figure femminili con ali di libellula. L’impianto elettrico prevede la possibilità d’illuminazione interna del solo cappello come pure anche della base.

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