SCHEDA

VASI MONTELUPO

Ceramista Fiorentino

Montelupo Fiorentino ultimo quarto del XVI secolo

 

Coppia di vasi da farmacia

Maiolica decorata a gran fuoco

Misure: altezza cm 35

 

Coppia di vasi da farmacia in maiolica decorata a gran fuoco realizzati nel XVI secolo da quelle botteghe attive a Montelupo Fiorentino, vicino Firenze, asservite al potere della nobiltà fiorentina e del clero.

La produzione di maiolica montelupina è oggi una delle più riconosciute ed apprezzate a livello di collezionismo mondiale, tanto che molti musei internazionali tendono ad acquisire opere di tale manifattura considerandole tra le più apprezzabili da un punto di vista artistico.

L’arte di produrre ceramica si afferma a Montelupo a partire dalla seconda metà del XIII secolo, ma è con l’età medicea che la cittadina diviene un vero e proprio centro produttivo, principale riferimento per tutta l’area fiorentina.

I vasi a destinazione farmaceutica prodotti dalle fornaci di Montelupo entrarono a far parte di tutte le più importanti dotazioni di spezieria di Firenze già nel Quattrocento, nel momento stesso, cioè, in cui si venne a ricercare una nuova organizzazione dei laboratori, attorno ai quali si svilupparono sale di vendita monumentali, come quella di S. Maria Novella, ritenuta unanimemente la più bella e suggestiva d’Italia. Le maioliche prodotte a Montelupo sono parte integrante delle più importanti imprese farmaceutiche fiorentine, da quella, grandissima, attiva nell’ospedale di S. Maria Nuova, che ne ricevette migliaia ogni anno, alle altre, aperte presso gli altri nosocomi dello Stato, come il Ceppo di Pistoia ed il S. Chiara di Pisa. Anche i maggiori conventi fiorentini, come quello di S. Marco ed il già citato S. Maria Novella istituirono tra il Cinque e il Seicento laboratori e sale di vendita, aperte anche all’utenza esterna, per le quali si dotarono di apposite serie di vasi maiolicati montelupini.

Alla produzione per questa grande tradizione speziale appartengono i due vasi da farmacia in oggetto. Caratterizzati dal cartiglio centrale recante la dicitura abbreviata delle sostanze che in essi sarebbero state contenute, le opere risultano riccamente decorate con motivi fitomorfi, quali rameggi e fogliami, distribuiti per tutto il corpo centrale. Il tipico colore verde e giallo a torlo d’uovo si stagliano invece sui cartigli e sui manici, lavorati a forma di delfino stilizzato, figura marina particolarmente gradita a Firenze e soventemente ripetuta nella produzione montelupina. Le opere presentano piccole differenze, come spesso accadeva, quali alcuni punti di colore giallo attorno al beccuccio presenti su uno dei due ed assenti nell’altro, caratteristica tipica che manifesta come, sebbene facenti parte di uno stesso lotto da farmacia, le due opere siano state realizzate da mastri maiolicari diversi operanti comunque nella stessa bottega ed aventi il medesimo modello interpretativo.

Le opere si presentano in ottimo stato conservativo e sono identificabili, per similitudini di forma e fattura, ad alcune pubblicate sul libro “Storia della ceramica di Montelupo” di Fausto Berti, ed. Aedo, 1997.

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