SCHEDA

DAGA PISTOIESE 2
DAGA PISTOIESE
DAGA PISTOIESE 3

Armaiolo Lombardo

Lombardia XVII° Secolo

 

Daga detta Pistoiese

Ferro forgiato

Misure: Lunghezza cm 50

 

Scheda critica a cura di Gherardo Turchi

 

Antica daga mano sinistra in ferro forgiato detta “Pistoiese” o “Pistolese”, realizzata in quelle botteghe di mastri armaioli attive in Lombardia nel XVII secolo.

Il pistolese è un robusto pugnale, con lama a sezione romboidale, di varia misura, in uso dalla seconda metà del quattrocento, quando iniziò a essere codificato il duello di spada, il pistolese venne impugnato con la sinistra, con lo scopo di parare i colpi dell’avversario. Nelle sue versioni più lunghe poteva essere considerato una vera e propria daga, atta a colpire, però, soprattutto di punta ed in questo caso potrebbe essere considerato o confuso con lo sfondagiaco. Diversamente dal possente pugnale bolognese, la daga pistolese, che il nome ci dice avere avuto il suo areale privilegiato di produzione a Pistoia, è un pugnale leggero e corto, dalla lama acuminata e dai fornimenti sviluppati.
Lo scopo di quest’arma non è di essere usata da sola, ma di accompagnare la spada da lato a striscia nella mano sinistra, andando a sterzare le stoccate dell’avversario e non a parare indipendentemente i colpi.
I fornimenti sono ben formati, con i bracci d’elsa che escono dalla sagoma per offrire una certa protezione alla mano e per trattenere la lama dell’avversario all’incrocio con il ricasso.
Nello stile di combattimento più moderno, rispetto alla coeva scuola bolognese, che si riscontra a Firenze, il pugnale ha la funzione di spostare la punta della spada avversaria, sia in fase di difesa che di attacco, o di sostituire la propria spada dopo una parata di filo nell’atto di rispondere e contrattaccare.

La fama di questo tipo di armi si spinse ben oltre i confini Granducali e ben presto gli armaioli di tutta Italia si cimentarono nella produzione di tale arma bianca, molti dei quali, specialmente nell’Italia del Nord, raggiunsero risultati di gran lunga migliori per eleganza e tempra del ferro rispetto a quelle realizzate nella città toscana. Esempio di tale maestria di forgia risulta essere l’arma qui in studio. Supportati dalla lunga tradizione secolare nella lavorazione del ferro e nella forgia delle lame, gli spadai e gli armaioli lombardi crearono nel XVII secolo vere e proprie opere d’arte nel campo delle armi da taglio. La daga presenta una lama fiammata a doppio filo con punta acuminata rinforzata al tallone, riccamente traforata a piccoli punti e linee ed incisa nella parte centrale a vari ordini longitudinali. Il fornimento è composto da due bracci di parata arcuati, utili per impegnare la lama avversaria nel momento del colpo d’incontro e facilitarne l’eventuale rottura, e da un grande anello centrale, solitamente utilizzato sia come troncalama che come inserto per il pollice, tecnica quest’ultima che permetteva una maggiore presa sull’arma. Il pomo ad oliva risulta decorato da scanalature longitudinali, a richiamare quelle della lama, mentre l’impugnatura è realizzata in legno intagliato a spirale, rivestito da un sottile intreccio metallico terminante alle due estremità con due teste di turco.

L’opera si presenta in ottimo stato conservativo e rappresenta una significativa aggiunta a quel catalogo di armi bianche realizzate in Lombardia nel corso del XVII secolo.

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