SCHEDA

Dhal

Mastro corazzaio persiano

Indo-Persia XVIII secolo

 

Dhal

Ferro inciso ed ageminato

Misure: diametro cm 35

 

Scheda critica a cura di Gherardo Turchi

 

Antico Dhal in ferro inciso realizzato in quelle fucine di mastri corazzai attive nella zona indo-persiana nel corso del XVIII secolo.

Il dhal era il tipico scudo indo-persiano realizzato a partire dal XVII secolo estremamente diffuso tra i Rajput, uno dei maggiori gruppi di cavalleria militare appartenenti alla casta induista Kshtriya. Di forma perfettamente rotonda, il dhal era solitamente rivestito internamente di pelle di rinoceronte o bufalo, mentre la parte metallica esterna presentava sempre quattro umboni disposti a quadrato, a protezione delle due maniglie con cui veniva sorretto. Lo scudo veniva solitamente sostenuto da una mano sola, mettendo in tensione le cinghie di tenuta al fine di permettere una presa estremamente salda in caso di assorbimento del colpo, inserendo inoltre un cuscinetto interno a protezione ulteriore delle nocche. Seppur di dimensioni ridotte, il dhal permetteva alla cavalleria un’ottima protezione ed una grande maneggevolezza e facilità di trasporto, tanto da rimanere in voga anche per un periodo piuttosto lungo dopo l’introduzione nei campi di battaglia della polvere da sparo.

L’opera risulta riccamente decorata sul fronte metallico, recando incisioni all’acquaforte di rameggi e fogliami a girali che fanno da cornice a scudi all’interno dei quali sono inserite frasi e parole in lingua persiana; tale pratica era comune nella decorazione dei completi difensivi, richiamando motti sacri e preghiere che dovevano in qualche modo infondere al guerriero che le utilizzava protezione divina. Altro particolare decoro risulta essere la presenza di due mezze lune metalliche applicate, elemento inusuale su questo tipo di scudi, riscontrabile solo in quei dhal realizzati per specifiche guarnigioni la cui destinazione risulta oggi ignota. In ultimo lo scudo presenta al centro uno spuntone metallico applicato all’umbone centrale; tale elemento offensivo, oltre a conferire all’oggetto ulteriore originalità e rarità essendo lo spuntone un’applicazione estremamente inusuale su questo tipo di oggetti da difesa, rende lo scudo non solo un armamento da difesa ma gli conferisce anche la peculiarità offensiva in caso di scontro ravvicinato. Come sovente accadeva questi oggetti erano ageminati in oro e argento al fine di renderli ancora più preziosi; lo scudo in studio presenta infatti tracce di doratura atte a manifestare come anch’esso nascesse decorato con tale preziosa tecnica andata poi persa nei secoli per il normale deterioramento d’uso, seppur persistendo in alcuni punti quale indelebile traccia del glorioso tempo che fu.

L’oggetto si presenta in ottimo stato conservativo e rappresenta, per le sue non comuni peculiarità, un’importante documento storico riguardo la realizzazione indo-persiana di elementi e completi difensivi.

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