fiasca da pellegrino

Orafo tedesco

Sud Germania, XVIII secolo

Materiale: Argento sbalzato e cesellato e vetro

Misure: Altezza 33 cm

scheda critica a cura di gherardo turchi

Rara ed assai pregiata fiasca da pellegrino realizzata in argento magistralmente sbalzato contenente bottiglia di vetro soffiato di colore rosso vermiglio, realizzata in una di quelle fiorenti botteghe di gioiellieri attive nel nord Europa nel corso del XIX secolo su disegno di Erasmus Hornick.

Famoso gioielliere e disegnatore Hornick nacque ad Anversa nel 1520, spostandosi tra il 1555 ed il 1582 tra le città di Asburgo e Norimberga per realizzare opere di sublime fattura commissionategli dalle nobili famiglie tedesche dell’epoca. Morì a Praga, città in cui si trasferì alla fine del 1582, nel 1583 lasciando come sua eredità ai posteri una grande quantità di disegni ed incisioni che avrebbero ispirato nel corso dei secoli successivi molti dei suoi seguaci ed estimatori nel campo della gioielleria di prima qualità. Gran parte dei sui disegni e studi è ad oggi conservata presso il Metropolitan Museum of Art di New York.

Proprio ad uno dei disegni conservati a New York sembrerebbe ispirarsi il padre dell’opera qui in studio; l’opera contrassegnata con il numero d’inventario 1975.131.70 presso il MET richiama molti tratti stilistici, sia per qualità d’incisione che per forma, affini alla fiasca in esame. Sebbene tali opere venissero utilizzate principalmente a scopo decorativo, ritenendone impensabile l’utilizzo da parte di pellegrini nel corso dei secoli XVI e seguenti, la loro lavorazione veniva comunque pensata e progettata come oggetti di reale utilizzo.

Ricca di girali tortili e mascheroni, la fiasca presenta nel corpo centrale, su entrambi i lati, due medaglioni scolpiti rispettivamente a stemma nobiliare ed a testa grottesca dai quali si dipanano volute fogliacee interrotte da fiori e melograni, simbolo per antonomasia di abbondanza e prosperità; il collo della fiasca è adornato da mascheroni racchiusi in mezzi cartigli ai cui lati, in sostituzione dei manici, si stagliano due teste coronate. Il tappo a vite, realizzato anch’esso con la tecnica dello sbalzo, è sormontato da una testa di cherubino bifronte inserita in un motivo architettonico ad ali stilizzate. La base ovale, infine, richiama nei decori a sbalzo le sinuose geometrie tipiche della tradizione architettonica del Sud Germania del XIX secolo, fortemente influenzata dai tratti dell’arte veneta. Tratto caratteristico dell’influenza veneziana risulta infatti la bottiglia di vetro soffiato di colore rosso vermiglio collocata all’interno quale contenitore per il liquido, realizzata tramite la tecnica vetraria della libera foggiatura manuale attraverso la canna da soffio, tipica dei mastri vetrai veneziani.

L’opera arriva a noi in ottime condizioni conservative e rappresenta un’importante testimonianza di come la maestria di Hornick fosse ampiamente riconosciuta ed onorata anche a secoli di distanza dalla sua dipartita. 

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