Specchiera

Intagliatore veneziano

Venezia, XVIII secolo

Materiale: Legno intagliato, laccato e decorato

Misure: 67 x 47 cm

Scheda critica a cura della Dott.sa Lorenza Di Bartolomeo

Antica e assai elegante specchierina veneziana laccata appartenente alla metà del XVIII secolo. Il XVII secolo vide la produzione a Venezia di specchi decorativi, con funzione di arredo. Grazie alla tecnica sopraffina e alla creatività degli artigiani lagunari, Venezia conobbe un momento florido della sua storia e venne da subito imitata e copiata. Nel Settecento la città perse gran parte della sua importanza politica è vero, ma la sua fama di città d’arte, al contrario continuò a prosperare. Infatti, in questo secolo si facevano sentire profondamente a Venezia l’eleganza, lo stile, il senso di misura, la ricercatezza, in una parola dell’alta società europea che frequentava le corti e le ambasciate. Il riflesso fu immediato anche nelle opere di arte applicata, eseguite per quelle classi privilegiate che vivevano nelle dorate cornici degli incantati salotti veneziani. Tra le produzioni più importanti ci fu sicuramente quella degli arredi laccati dalla forma e qualità artigianale unica. Questi ultimi erano decorati dalle straordinarie colorazioni delle lacche e tecniche nelle quali trovava sfogo un estro decorativo pittorico popolare ed aristocratico a un tempo che apparteneva alla corporazione dei “depentori”. Nel XVIII secolo, i “depentori” degli arredi ebbero la classificazione della loro arte, distinta da quella dei pittori e da quella degli indoratori: la grazia del mobile laccato veneziano nasceva quindi dall’armonica commistione delle varie arti, ambientata tra i campielli della città che vedeva insieme nomi di illustri artisti e di oscuri ma abilissimi e geniali artigiani che sono sempre stati alla base della ricchezza, della cultura e delle risorse della Serenissima. Tale esemplare di elevata e raffinata qualità risulta caratterizzato da un’elegante cornice ritmata da un profilo mistilineo, mossa da linee morbide e tondeggianti e laccata di un particolare rosso pompeiano. La cornice in legno laccato e dorato rappresenta un segno distintivo del suo tempo infatti, tra i mobilieri veneziani non si trovano grandi nomi, ma gli artigiani furono stimolati ad inventare nuovi tipi di colori e nuove decorazioni. “Il laccatore” dice il Morazzani (“mobili veneziani laccati”), “doveva accuratamente levigare la superficie lignea sulla quale stendeva un velo di pastiglia ottenuta sciogliendo nella colla di guanto del gesso sottilissimo, anzi, impalpabile. Questo sottilissimo strato, sotto il quale scomparivano le connessure a sua volta era coperto da altri strati di stucco caldo avendo cura, che la sovrapposizione di strato a strato avvenisse solo quando l’antecedente fosse secca: questa preparazione, una volta ben levigata rivestiva come una tenace epidermide tutto l’oggetto: una volta ben essiccato, con fine carta vetrata e con l’agata veniva lisciato e levigato in modo da togliere ogni minima asperità a fargli acquistare al tatto una caratteristica morbidezza”. Allora si iniziava l’opera di decorazione, prima col dar la tinta di fondo poi con dipingere i motivi e le decorazioni ornamentali, usando colori a tempera. Infatti, tornando all’oggetto in esame, lungo l’intera cornice sono dipinte ad intervalli (ritmata) alcune forme irregolari color verde-acqua decorate con fantasie floreali dai toni tenui dell’arancio e del rosso per i fiori, del verde per i rameggi di fogliame. Tali colori chiari contribuiscono a creare punti di luce, conferendo luminosità e brillantezza all’insieme. Una volta ottenuta la completa essiccazione della pittura, il laccatore la difendeva sotto molteplici strati di “sandracca” che aveva praticamente la stessa funzione della invetriatura delle maioliche e delle porcellane, essendo essa compatta, liscia, brillante e morbida al tatto. Per quanto riguarda l’“indoratore” invece, egli al tempo era un artigiano di grande tradizione in quanto le dorature venivano usate un po’ su tutto. A dimostrazione di ciò, il profilo interno della cornice e quello delle piccole formelle verde-acqua è definito da sottili linee di contorno dorate. La parte superiore risulta essere adornata da una piccola cimasa finemente lavorata con volutine che, creando piccoli trafori, chiudono tale capolavoro sugellandolo come esempio raro ed universale di arte applicata della miglior qualità in assoluto. Infine, alla base dello specchio si trovano due piedini che insieme al cavalletto posto nella parte posteriore fungono da sostegno cosicché, la specchierina presenta due possibilità: essere appesa o altrimenti essere poggiata ad ornamento sul piano di un altrettanto splendido mobile. L’intero specchio si rivela esser originale, fatto che conferisce ancor più valore al capolavoro. Le condizioni di conservazione dell’oggetto risultano essere molto buone.

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