Coppia casettoni stelle

Botteghe napoletane

Napoli, metà del XVIII secolo

Materiale: Legno di pallissandro e noce, marmo giallo

Misure: L 143 x P 67 x A 99 cm

SCHEDA CRITICA A CURA DELLA DOTT. LORENZA DI BARTOLOMEO

Coppia di antichi ed eleganti cassettoni lastronati in varie essenze di palissandro e noce provenienti dalle illustri botteghe di artigianato ed ebanisteria attive nella Napoli della metà del XVIII secolo. Il cassettone non è altro che un’evoluzione dell’armadio, da una parte e dall’altra del forziere o cassone nuziale, del quale il cassettone viene a prendere il posto nelle camere da letto, per riporre biancheria, vesti leggere, indumenti vari, oggetti di toletta. Infatti, il comò in origine era un semplice cassone costituito da un solo sportello a cofano, alzato su quattro piedi e fu uno dei primi mobili chiusi a comparire nelle case. Era un semplice contenitore di legno di forma rettangolare che veniva usato per custodire gli oggetti di valore; esso diventava un baule durante i viaggi e i traslochi. Nel Seicento, grazie alle tecniche di falegnameria e per maggiore comodità, il cassone cominciò ad essere arricchito con tre o quattro cassetti sovrapposti; nacque così il comò. Più pratico della cassapanca e meno ingombrante di un armadio, trovava posto e utilità in ogni tipo di abitazione. Fu pensato per essere spostato agilmente, proprio come vuole la parola stessa “mobile”, e perciò di dimensioni piuttosto contenute tanto da poter essere collocato in ogni angolo della stanza senza interferire con il resto dell’arredamento. Il comò è un mobile molto capiente, eppure la sua altezza non è mai tale da coprire la decorazione delle pareti, che anzi restano ben visibili, a differenza di altri complementi dalla stessa funzione, come l’armadio e il trumeau e per questa caratteristica è stato molto apprezzato nei secoli. Nel Seicento le abitazioni erano molto meno arredate rispetto a quelle dei tempi moderni. I mobili che si utilizzavano erano l’armadio, la credenza, la cassapanca e il cassettone. La vita era molto meno stabile di oggi e gli spostamenti più frequenti, perciò la casa doveva essere funzionale e gli arredi erano progettati in modo da poter essere trasportati agevolmente. Inoltre i mobili di allora avevano dimensioni molto più ridotte rispetto ad oggi poiché pensati per contenere un numero minore di oggetti. È solo nel Rinascimento che si diffuse per la prima volta il gusto di arredare la casa e nel Settecento il comò divenne ricco e raffinato per rispecchiare la moda dell’epoca. Il cassettone divenne un elemento d’arredo intimo e funzionale; solitamente si collocava in camera da letto, abbinandolo a due comodini che ne richiamavano lo stile. In quest’epoca si iniziò ad adornare tali mobili con piani in marmo che donavano un’aria elegante e pregiata all’insieme. Il comò nel corso degli anni cambiò forma seguendo le mode delle epoche. Mentre i primi erano semplici cassettoni, in legno massello, con forme squadrate e due o tre cassetti sovrapposti in tutta la larghezza, i successivi comò, soprattutto quelli più pregiati destinati alle dimore dei ceti alti, adottarono forme più elaborate e decorazioni raffinate. Il cassettone in Italia apparve dal XVI secolo. I primi cassettoni italiani, parallelepipedi, con cassetti sovrapposti, per renderli più comodi, richiamano ancora la severità delle linee classiche cinquecentesche; servivano anche nelle sagrestie per gli arredi. Il sec. XVIII profuse, con particolare predilezione, nel cassettone, la raffinatezza e la varietà ricchissima delle sue tecniche decorative come ad esempio l’intaglio e la tarsia di legni preziosi che fecero del cassettone uno dei mobili più sontuosi della casa settecentesca. È caratteristica della metà del Settecento la forma col corpo alzato sopra zampe più o meno lunghe, curve o biscurve, a seconda dell’andamento delle sagome. I cassettoni napoletani si distinguono per le forme mosse e le grandi dimensioni. Il comò Luigi XV campano ha solitamente un piano in marmo, i più pregiati presentano elaborati intarsi e sono inoltre arricchiti da applicazioni in bronzo dorato che li rendono eleganti e composti. Tale coppia di esemplari incarna uno schema già in uso all’inizio del XVIII secolo nell’area campana. In particolare si possono riferire a Napoli proprio per l’impostazione classica nella forma ma molto più alleggerita grazie alla mossa sui fianchi e alla maggiore lunghezza delle gambe che contribuisce a conferire più slancio oltre che a dare più respiro all’insieme rispetto ai precedenti cassettoni del XVI secolo dalla mole imponente e pesante. Il classico movimento spezzato del fronte con due spigoli vivi ai lati e i profili filettati sono altre caratteristiche dell’area napoletana del periodo Luigi XV. I cassettoni in esame presentano uno splendido e pregiato piano di forma sagomata in marmo giallo con resti fossili di conchiglie di nautilus rimasti incastonati all’interno del materiale lapideo. Inoltre, il piano risulta rifinito da un bordo lavorato a becco di civetta. Il fronte mosso è suddiviso da due cassetti profilati da bordo rilevato e ciascuno impreziosito da intarsio a marqueterie a losanghe entro duplice riserva a nastro ritorto e fogliette ricorrenti a centrare un motivo a stella in corrispondenza delle bocchette. I fianchi sono caratterizzati da un medesimo ornato a marqueterie che racchiude al centro lo stesso motivo a stella dei cassetti frontali. I mobili sono completati nella parte inferiore da un grembiale sagomato anch’esso intarsiato sul fronte con motivo a marqueterie a losanghe e poggiano su gambe a sciabola calzate da scarpette in bronzo dorato raffiguranti teste di cane. Infine, i due esemplari sono impreziositi ulteriormente da maniglie e bocchette in bronzo dorato riccamente forgiate. La coppia si presenta in ottimo stato di conservazione.  

 

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