SCHEDA

SCHIAVONA 3
Schiavona
SCHIAVONA 2

Armaiolo Veneziano

Venezia primo quarto del XVII secolo

 

Spada schiavona

Ferro

Misure: lunghezza cm 114

 

SCHEDA CRITICA A CURA DI GHERARDO TURCHI

 

Superbo esempio di spada veneziana conosciuta con il nome “schiavona”, realizzata in una di quelle fiorenti officine di armaioli attive a Venezia nel corso del primo quarto del XVII secolo.

La Schiavona è una spada d’epoca rinascimentale, sviluppata dagli schiavoni (slavonici), anche noti come oltremarini, dalmati, Croati, gli slavi che vivevano lungo le coste dalmate controllate dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Sarebbe stata sviluppata dagli schiavoni a partire da un’arma del tipo spadona. Gli slavoni combatterono come mercenari per Venezia lungo tutto il Cinquecento, servendo sia come fanti di marina nelle guerre continue contro l’Impero ottomano e gli uscocchi, sia come guardia a cavallo del Doge. Inizialmente nata come arma destinata alla cavalleria pesante, la schiavona si diffuse così a tutte le truppe venete. La schiavona fu, di fatto, l’archetipo dal quale svilupparono le diverse spade con l’elsa a cesto europee. Rispetto alla mortuary sword inglese ed alla claymore con elsa a cesto scozzese presenta un curioso alloggiamento per il pollice che dalla gabbia si protrae verso l’impugnatura.

Spada dalla lama molto larga, solitamente con una scanalatura piuttosto accentuata al centro, che si protrae per circa i tre quarti della lunghezza totale, la schiavona nasce quale spada da bordo dell’esercito veneziano al quale, spesso imbarcato su navi da guerra o mercantili, serviva una spada di facile utilizzo e funzionalità anche per le funzioni giornaliere da svolgere all’interno dei velieri, quali, ad esempio, il taglio veloce e netto di una cima. Il gusto estetico non è però lasciato indietro neppure nella produzione di questo tipo di armi. I fornimenti montativi riportano la classica gabbia seicentesca, maggiormente intrecciata per coprire la mano, con la forma che richiama il triangolo molto più avvolgente della daga a vela. I pomi quando non sono in ferro sono in bronzo e la loro forma più comune è quella cosiddetta “a testa di gatto”: schiacciato, di forma quadrata, culminante con due piccole punte, quasi a ricordare le orecchie del felino in allerta.

L’arma in oggetto rientra in quel quadro di schiavone aventi un pomo in ferro ed una cesta di guardia estremamente intrecciata, a testimonianza di come la stessa fosse stata presumibilmente utilizzata ideata non solo quale spada da bordo ma anche come arma utilizzata in eventuale conflitto a mano. La gabbia metallica garantiva infatti a chi la brandiva la possibilità non solo di difendere la mano, ma anche di colpire con un pugno l’eventuale avversario qualora si fosse avvicinato troppo. Particolare infine importante, l’arma presenta ancora il suo fodero in cuoi originale.

L’arma è pubblicata sul libro “Regina Belli” di Gherardo Turchi, ed. Tipografia Etrusca, 2017, pag. 70 – 71.

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