Spada a gabbia



Armaiolo Italiano

Italia del Nord, primo quarto XVII secolo

Materiale: Ferro forgiato e cesellato

Misure: Lunghezza 130 cm

scheda critica a cura di gherardo turchi

Antica spada a gabbia da fante in ferro realizzata in una di quelle botteghe di mastri spadai attive nel Nord Italia nel corso del primo quarto del XVII secolo.

L’arma monta una lama a doppio filo a sezione romboidale con gocciolatoio centrale che si dipana per tutta la lunghezza della lama stessa.

L’arma in esame risulta essere di ottima lavorazione sia da un punto di vista squisitamente architettonico che tattico guerresco.

Tali considerazioni si evincono innanzi tutto dalla flessibilità della lama perfettamente conservata sia da un punto di vista estetico sia per la perfetta cristallizzazione del ferro, elemento questo che ne permette ancora un’ottima flessibilità in fase di stoccata.

Il pomo in ferro finemente cesellato a figure di mascheroni incorniciati in rameggi e fogliami risulta essere un perfetto contrappeso alla pesantezza della lama, permettendo all’arma un perfetto bilanciamento ai due terzi della lunghezza della stessa, come voleva l’ars belli.

La gabbia ad intreccio quadruplo dotato agli ordini di rinforzo cesellato a mascheroni e gli arresti dritti denotano la chiara appartenenza dell’arma alla produzione italiana del primo quarto del XVII secolo.

Come il pomo, anche il fronte della gabbia e gli arresti presentano vistose cesellature a motivo fitomorfo, motivo questo che fa presuppore la nobile committenza della stessa.

Era costume infatti che i mastri spadai realizzassero tali armi in concerto con i mastri corazzai, al fine di realizzare un perfetto connubio tra il completo difensivo e l’arma portata al seguito.

Da tutto ciò premesso si evince come la spada in esame sia collocabile senza dubbio in quella produzione di armi di superba fattura realizzate nell’Italia del Nord nel secolo XVII, attestandosi in quella gamma di armi utilizzate sia in campo di battaglia che da parata.

L’arma è pubblicata sul libro “Regina Belli” di Gherardo Turchi, ed. Tipografia Etrusca, 2017, pag. 44.

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