Armatura composita da cavaliere



Mastro corazzaio tedesco

Germania XVI/XIX secolo

Materiale: Ferro forgiato

Misure: altezza cm 170

scheda critica a cura di gherardo turchi

Antica armatura composita da cavaliere in ferro forgiato realizzata in una di quelle fiorenti fucine di mastri corazzai attive in Germania nel corso del XVI secolo, con aggiunte eseguite nel corso del periodo dello storicismo.

Nel corso del XVI secolo l’arte della lavorazione ferro divenne di primaria importanza in Germania, dove mastri corazzai di incredibile bravura si davano battaglia nella realizzazione di pezzi unici da proporre alla nobiltà di tutta Europa. Date le particolari condizioni del territorio, ricco di foreste da cui attingere legname e colline sulle quali gli altiforni potevano essere alimentati dal vento, la Germania del XVI secolo divenne caput mundi nella forgia di completi difensivi, complice anche il fatto della vicinanza con la città di Milano, luogo in cui gli armaioli erano conosciuti per la loro bravura nell’arte del ferro e dai quali i corazzai tedeschi attingevano idee attraverso continui viaggi di perfezionamento nella città meneghina. L’armatura a piastre diviene in questo momento uno degli articoli più richiesti, forte del ricordo di quella di Sigismondo d’Austria e con un occhio alla più moderna Massimilianea, questo tipo di completo difensivo, considerato una vera e propria arma bianca resterà in voga per tutto il XVII secolo.

A questa produzione appartiene gran parte dell’armatura qui in studio, integrata in epoca successiva con parti di abbellimento. Era infatti costume del XIX secolo, in quell’epoca definita con il nome di Storicismo, riassemblare antiche armature realizzando le parti mancanti attraverso antichi mantici e forge, al fine di rendere nuova gloria a parti di armature altrimenti lasciate giacenti in magazzini e soffitte. Esempio su tutti di tale nuovo slancio vitale è la cavalcata presente nel Museo Stibbert a Firenze, completamente riassemblata con parti di armature antiche e parti ottocentesche dal mastro corazzaio Ernst Schmidt, ultimo grande mastro corazzaio del XIX secolo. L’opera presenta integrazioni postume alle cubitiere, alle ginocchiere alle spalle ed alle rondelle frontali di copertura ascellare, tutte quelle parti cioè che, per gusto lezioso, non si confacevano stilisticamente ad un’armatura cinquecentesca, pur fondendosi perfettamente in un continuum artistico dell’intera opera.

L’armatura si presenta in buono stato conservativo e rappresenta un’importante aggiunta al catalogo di completi difensivi ricomposti nel XIX secolo.

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