Elmo da cavaliere



Mastro corazzaio italiano

Nord Italia ultimo quarto del XVI secolo

Materiale: Ferro forgiato

Misure: Altezza cm 37

scheda critica a cura di gherardo turchi

Antico ed assai raro elmo da cavaliere in ferro forgiato realizzato in una di quelle fiorenti botteghe di mastri corazzai attive nell’Italia del Nord nel corso dell’ultimo quarto del XVI secolo.

L’arte della forgiatura è da sempre stata una peculiarità di pochi, grandi, mastri corazzai i quali, con amore e dedizione hanno unito tale dono all’amore per l’ars belli, realizzando vere e proprie opere di mirabile ingegno e sublime foggia. Esempio tra questi risulta essere l’elmo in analisi, presumibilmente facente parte di un completo difensivo più ampio andato poi smembrato o perduto nel corso dei secoli. All’attenta analisi della costruzione e dei metalli di esecuzione si evince che lo stesso sia stato realizzato nel corso del terzo quarto del XVI secolo in quelle botteghe attive nell’Italia settentrionale, solitamente asservite alla nobiltà locale o, ancor più presumibilmente, al potere ecclesiastico, all’epoca particolarmente forte in questo territorio. Tale attribuzione geografica è data da alcuni confronti con elmi della stessa portata e con gli stessi meccanismi di sgancio e di apertura collocati all’interno di musei e collezioni private del mondo. Esempi molto vicini all’opera in esame risultano essere quelli presenti al museo Poldi Pezzoli di Milano, uno pubblicato sul catalogo dell’armeria I, Electa editrice, 1985, pag. 259, tavola 260 e l’altro pubblicato su “Armi e armature italiane” di Lionello Boccia, Bramante editrice, 1961, tavola 185. Con cresta cordonata e celata impreziosita da motivo geometrico stilizzato realizzato attraverso fori utilizzati quale aereazione, l’elmo presenta tutte quelle caratteristiche tipiche dei completi difensivi del XVI secolo.

L’opera giunge a noi in buono stato di conservazione, fatto questo che ne attesta la cura ad essa riservata nel corso dei secoli, elemento determinante la consapevolezza della sua rarità da parte dei vari proprietari avvicendatisi nel corso dei secoli.

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