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Coppia di paggi portacero



Romano Alberti detto nero Alberti

Sansepolcro, 1502 – 1568

Materiale: legno a tecnica mista

Misure: Altezza 78 cm

scheda critica a cura di gherardo turchi

Analizzando la coppia di sculture lignee con drappeggi in tecnica mista raffiguranti paggi portacero la memoria viene subito riportata a quei modelli scultorei tipici della tradizione umbra del primo ‘500, con particolare riferimento a quei maestri scultori operanti nella zona di Sansepolcro. Primo tra tutti spicca il nome di Romano Alberti, detto Nero Alberti da Sansepolcro, scultore conosciuto fino a pochi decenni fa con il nome di Maestro di Magione e noto per i suoi famosi manichini da vestire.

Appartenente ad una nota dinastia di intagliatori, l’Alberti ebbe il suo principale atelier a Sansepolcro, seppur aprì una sua succursale nella capitale, principalmente a causa dei suoi ottimi rapporti con altri scultori attivi a Roma, insieme ai quali, per committenze romane, realizzò vari soffitti a cassettoni, statue lignee, apparati effimeri per feste patronali nonché una buona quantità di manufatti polimaterici. Questi ultimi erano sovente realizzati con un’anima lignea, generalmente in pioppo, scolpita a figura umana sulla quale venivano applicate parti di tessuto o cartapesta successivamente rivestiti dallo stesso Alberti da sottili strati di gesso che, una volta seccati, venivano decorati con la tecnica pittorica più appropriata.

Con questa tecnica il Nero produsse sculture soprattutto per la provincia, realizzando molte opere principalmente devozionali a San Rocco, il protettore della peste.

Altra tecnica di sculture particolarmente amata dall’Alberti fu quella utilizzata per la realizzazione dei cosiddetti “manichini da vestire”, realizzati con arti snodabili al fine di renderne più pratica la vestizione, raffiguranti Madonne, Gesù Bambini e san Giovannini, inseriti di solito nei corredi di giovani spose quali augurio alla maternità, o realizzati per monache quali simulacri sostitutivi della maternità stessa.

Ulteriore tipologia di sculture di mano autografa del Nostro risultano quelle raffiguranti Crocefissi, di cui lo scultore realizzo una notevole produzione tra Roma e Sansepolcro; proprio di questa ultima tipologia va ricordato quello posto all’interno del Santuario della Madonna delle Grazie, proprio a Sansepolcro.

I due paggi porta cero rientrano quindi in quella produzione di sculture che l’Alberti realizzò con la tecnica della polimateria sopra citata. Tale attribuzione risulta facilmente evincibile con il confronto di alcune opere attribuite all’Alberti dalla critica internazionale presenti sia nei musei che passate nel corso del tempo sul mercato dell’arte. Particolari significativi che accostano la produzione delle due sculture al catalogo autografo del Nero sono principalmente l’impostazione anatomica, basata sul braccio benedicente con la mano atta alla torsione verso lo spettatore, la presenza dei fori ai lobi delle orecchie, utilizzate per appenderci monili quali orecchini o gemme e l’espressione dei visi, assorti in un mistico stupore al cospetto di colui che vi si para davanti, quasi a rivelarne uno stupore autentico dovuto alla vista dell’altro.

I due paggi si presentano in ottimo stato di conservazione, ancora adagiati sulle loro basi lignee, dalle quali troneggiano infondendo dolcezza allo spettatore.

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